Cosa è DisCamino?

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Come è nato DisCamino?

La storia del DisCamino inizia nell’agosto del 2009, quando Gerardo, un ragazzo sordo-cieco di Vigo, ha compiuto il suo primo Cammino di Santiago pedalando su un Copilot, un tandem a tre ruote di invenzione olandese che un’anima caritatevole ha deciso di donargli perché potesse vivere il suo sogno.

Una volta arrivati in piazza dell’Obradoiro, finito il percorso, noi che abbiamo accompagnato quel pellegrino-avventuriero entusiasta festeggiavamo la riuscita dell’evento terminato senza alcun intoppo. Gerardo, allora, ha pronunciato alcune parole che ci hanno colpiti nel profondo: “Javier, trova altre persone con problemi come me, per fare il Cammino tutti gli anni”.

Così nacque DisCamino.

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LOGO DISCAMINObajaCosa è DisCamino?

DisCamino è diventato lo strumento per aiutare qualunque persona con disabilità ad ottenere tutto ciò che il pellegrinaggio ha da offrire a qualsiasi altro pellegrino.

DisCamino, però, non è solo il percorso: è la preparazione fisica e mentale necessaria per affrontare la sfida, è l’amicizia che nasce dalle sfide condivise, è la speranza di farsi coinvolgere in qualcosa che può cambiare la propria vita riempiendola di significato, è il giorno per giorno di coloro che, anche se non saranno mai capaci di pedalare, hanno la necessità di qualcosa, o di qualcuno, che li aiuti o accompagni in questo percorso che attraversa il mondo.

Il disordine dei sensi

Nel 2012, Javier Luque e suo figlio Antonio, affetto da paralisi cerebrale, partendo da Roncisvalle hanno percorso il Cammino di Santiago in triciclo, realizzando anche un documentario.

Il documentario “Il disordine dei sensi” ci fa imbarcare in un viaggio di esperienze che coinvolge i nostri cinque sensi per mostrarci la realtà del mondo di Antonio e Gerardo, due giovani disabili che affrontano in bicicletta il percorso francese del Cammino di Santiago. Con l’aiuto di famigliari e amici, i nostri protagonisti ci mostrano che il reale cammino prosegue molto più in là di Santiago de Compostela.

Un viaggio per conoscere attraverso nuove forme di percezione portati per mano da Antonio e Gerardo, due giovani disabili che fanno il Cammino di Santiago in bicicletta.

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